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venerdì 28 settembre 2012

CASO SALLUSTI: RIFLESSIONE

una riflessione sul caso Sallusti, e' stato condannato fino al terzo grado per un articolo falso che ha diffamato pesantemente i soggetti coinvolti,fra cui il giudice che ha fatto querela, nell' articolo si ipotizzava la pena di morte per il giudice i genitori ed i medici che avevano costretto all' aborto una minorenne stante una situazione molto particolare. Sappiamo tutti che i media oggi sono in grado di abbattere chiunque con la clava dell'informazione e se questa e' falsa e gravemente diffamatoria i danni per chi li riceve sono enormi, chiedere la morte per delle persone e per una cosa falsa e' quanto di piu' grave ci possa essere e non mi sembra liberta' di stampa ma killeraggio mediatico che in passato ha portato anche al suicidio di chi ha subito gli attacchi. Siamo quindi sicuri che Sallusti sia una vittima oppure magari e' l' irresponsabile che ha armato mediaticamente la mano ad un killer giornalistico? e se i danneggiati hanno subito un grave danno o magari le vite rovinate non e' giusto che chi lo ha provocato ne paghi le giuste conseguenze? AGGIUNGO è GIUSTO CHE IL CASO VENGA STUDIATO DAL CAPO DELLO STATO? SE COME DICONO è RECITIVO E COLPEVOLE è GIUSTO CHE ANCORA STIA FUORI? SE è COLPEVOLE E NON VERRA' CONDANNATO CHI LI FERMERA' I GIORNALISTI?????????

martedì 25 settembre 2012

POLITICA: COMMESSE PRIVATE

Il milione di euro della Polverini alla società del segretario Udc 25/09/2012 - Casini tentennava nel togliere la fiducia al governatore. Chissà perché, eh? di Dario Ferri L’Unione di Centro è un partito tutto d’un pezzo. Responsabile, istituzionale, governativo. Per questo non voleva togliere la fiducia a Renata Polverini, e non l’ha fatto finché non erano rimasti gli unici a far finta di credere al rinnovamento nella politica laziale. Quindi, sono soltanto bassissime insinuazioni quelle di Repubblica a firma di Carlo Bonini: Alla fine, dicono sia stato Pierferdinando Casini a staccare la spina. Forse perché altri, nel partito, non ne avrebbero avuto la forza. I rapporti di maggioranza tra il governatore Renata Polverini e gli “amici” dell’Udc sono stati infatti aiutati da1 milione 324 mila e 700 euro in commesse che, a trattativa privata, la Giunta regionale ha affidato alla srl “I Borghi”, società di Lorenzo Cesa, che dell’Udc è il segretario nazionale, e di cui è stato fino a qualche tempo fa amministratore delegato Francesco Artenisio Carducci, che del Udc è oggi capogruppo alla Pisana. E’ storia degli ultimi dodici mesi. E di due delibere di Giunta: la 15548 del 21 luglio 2011 e la 9536 del 18 maggio scorso. Ma vi pare che l’Udc, partito di specchiata onestà e per nulla dedito alle clientele come insegna la storia siciliana (da cui proviene la gran parte dei suoi voti), pensasse agli appalti di Cesa? Ma no, sono sempre stati disinteressati. Ricorda infatti Bonini: La società a responsabilità “I Borghi” ha un azionista importante, Lorenzo Cesa (nonché il figlio Matteo), e un asset altrettanto prestigioso, l’Auditorium di via della Conciliazione, immobile di proprietà del Vaticano, che “I Borghi” hanno ristrutturato tra il 2006 e il 2007, ottenendone in cambio una concessione esclusiva degli spazi fino al 30 aprile del 2017. Quando la Polverini arriva alla Pisana, la concessione dell’Auditorium a “I Borghi” da parte del Vaticano è già stata motivo di un’interrogazione parlamentare. Tra il 2004 e il 2010, infatti, a finanziare i lavori di ristrutturazione dell’Auditorium è stata l’Arcus (spa controllata dal Tesoro, già al centro dell’inchiesta sui Grandi appalti per la ristrutturazione del palazzo di Propaganda Fide in piazza di Spagna) con un contributo a fondo perduto di 1 milione e 280 mila euro.

lunedì 24 settembre 2012

POLITICA: LA POLVERINI SI E DIMESSA


la Polverini si è dimessa "Consiglieri tutti indegni, li mando a casa io" Il presidente lascia: "La mia decisione è irrevocabile". Ieri l'annuncio a Napolitano e Monti 20:19 - Il governatore del Lazio, Renata Polverini, si è dimessa. "Comunico solo stasera quello che avevo già comunicato ieri a Napolitano e Monti", ha spiegato. "La mia - ha aggiunto - è una decisione irrevocabile". Il presidente lascia dopo lo scandalo che ha travolto la Regione. "Questo consiglio - ha detto la Polverini - non è più degno di rappresentare una Regione importante come il Lazio: questi signori li mando a casa io". Renata Polverini ha parlato di "personaggi da operetta che non era accettabile mantenere in un luogo prestigioso come il consiglio regionale, hanno fatto cose raccapriccianti. La festa era finita da lunedì scorso e ne ero consapevole, ma ho voluto vedere a cosa si sarebbe spinto questo consiglio regionale. Ora rimarrò in carica per il tempo previsto dallo statuto e dalle leggi". "Con il blocco della mia azione riformatrice ci saranno gravi ripercussioni sul Paese - ha spiegato la Polverini -. Abbiamo fatto 5 miliardi di tagli perché lo volevamo e perché abbiamo avuto come effetto il dimezzamento del disavanzo sanitario portandolo a 700 milioni. La Regione Lazio di Renata Polverini ha lo stesso rating del governo Monti, ce lo hanno comunicato venerdì durante il consiglio sui tagli". "Me ne vado a testa alta" "Arriviamo qui puliti: mai avrei immaginato che con quelle ingenti risorse tutti, nessuno escluso, facessero spese sconsiderate ed esose", continua. "Vado via a testa alta non so se altri potranno a fare lo stesso. Me ne vado avendo azzerato i fondi dei gruppi regionali. Voglio vedere se chiunque verrà farà lo stesso". "Da oggi parlerò senza freni" "Ora che sono una persona libera, potrò dire tutte le cose che finora non ho detto. Anche quelle eclatanti che ho visto". "Io continuerò a fare politica, con questi non ho nulla a che fare. Stessero sereni questi signori perché domani potranno fare politica se si ricordano come si fa".

POLITICA: DIMISSIONI IN REGIONE

Caos in Regione: l'opposizione si dimette. Maggioranza compatta con Polverini Regione: Chiara Colosimo è il nuovo capogruppo Pdl Fondi Pdl, Polverini: "La peggior settimana della mia amministrazione" Fondi Pdl: il Pd chiede dimissioni dei consiglieri e voto anticipato"La settimana più difficile della mia amministrazione". Così Renata Polverini ha definito i giorni appena passati. Oggi però ne inizia una nuova che promette di essere ancora più dura. Un lunedì che per chi segue la Regione Lazio è iniziato nella serata di ieri in cui, tra dichiarazioni, visite istituzionali e dimissioni (date e annunciate, ma mai arrivate), è successo praticamente di tutto. Alemanno - Ad infiammare le agenzie ci ha pensato poco dopo le 18 il sindaco Alemanno che sul suo blog ha pubblicato un video in cui, in più di 6 minuti, scarica nei fatti il Pdl. "Dobbiamo guardarci in faccia e aprire un dibattito serio, non dilatorio. Credo serva un azzeramento totale all'interno del centrodestra". Senza giri di parole il primo cittadino della Capitale dice basta alle faide interne, a rampelliani che si alleano con la corrente Tajani, a capitani coraggiosi che fanno asse con gli uomini di Cicchitto. Un'inversione di rotta totale che però non contiene gesti concreti. Nessuna dimissione, nessuna richiesta alla Polverini. "Dobbiamo rifondare una realtà che ha bisogno non solo di valori, che ci sono, o di riferimenti politici ma anche di comportamenti che rendono credibili questi valori di fondo come persone, famiglia, nazione e merito. Non possiamo continuare a vivere di espedienti". LA POLVERINI DA MONTI - Passano poche ore e l'Ansa batte la notizia della Governatrice Polverini in visita da Monti. Qualcuno parla di dimissioni. Più tardi sarà però lei a spiegare che "ho chiesto al presidente del Consiglio, Mario Monti, un breve incontro per informarlo della situazione che si è verificata in Regione; mi sembrava corretto farlo considerato che il Lazio è una realtà certamente non marginale sotto il profilo economico e istituzionale del nostro Paese. Il colloquio è stato cordiale come sempre e ringrazio il Presidente per avermelo accordato". DIMISSIONI - Tra la notizia della visita della Polverini e la spiegazione della stessa, arrivano le dimissioni dei consiglieri regionali del Pd. A ruota seguono quelle di Sel e Idv, e la promessa di farlo da parte di Radicali e Verdi. A questo punto Montino va a SkyTg24 e dichiara: "Per far cadere il Consiglio bisogna raggiungere 36 consiglieri, cioé maggioranza assoluta, siamo a quota 29. Ne mancano ancora sette. C'é un tema che riguarda anche altre forze politiche, quindi anche altri consiglieri nelle prossime ore potrebbero aderire". Montino arriva a quota 29 considerando la disponibilità a dimettersi e le dimissioni già arrivate di: Pd, Idv, Sel, Verdi, Radicali, Lista Civica dei Cittadini, Federazione della Sinistra, Mpa. La firma numero 29 sarà più tardi quella dei Socialisti. Mettetevelo in testa!LA MAGGIORANZA COMPATTA - I conti però risultano sbagliati. L'Mpa non è fuori dai ranghi, anzi. Con la maggioranza firma una nota in cui si schiera con la Polverini: "La maggioranza è orgogliosamente al fianco di una presidente di Regione onesta e determinata, incitandola a proseguire nell'incisiva azione di governo fin qui svolta. La nota a sostegno della Polverini é sottoscritta dai capigruppo Chiara Colosimo, Pdl, Mario Brozzi, Lista Polverini, Francesco Carducci, Unione di Centro, Francesco Storace, La Destra, Antonio Paris, Gruppo Misto, Rocco Pascucci, Movimento per le Autonomie, Francesco Pasquali, Futuro e Libertà per l'Italia, Olimpia Tarzia, Politica Etica Responsabilità. "La maggioranza della Regione Lazio - affermano - giudica infantile l'atteggiamento di una minoranza che, prima vota con noi provvedimenti essenziali per restituire moralità e credibilità alla politica, per poi tentare di oscurarli con un'incomprensibile dietrofront rappresentato dalla sceneggiata delle finte dimissioni, miranti esclusivamente a placare l'ansia propagandistica dei loro partiti".

martedì 18 settembre 2012

PASSAGGIO DI PROPRIETA' AUTO


Passaggio di proprietà: come fare e quanto costa Dovete acquistare un’auto usata e non sapete quali sono le procedure da seguire? Avete due possibilità, rivolgervi ad un’agenzia pratiche veicoli che ovviamente aggiungerà al costo effettivo della pratica la propria tariffa per il servizio offerto oppure seguire le nostre indicazioni e fare tutto da soli. Per prima cosa, ecco quali sono i documenti che servono: - Il Certificato di Proprietà (CdP) - la carta di circolazione originale e una fotocopia della stessa - Il documento di identità e il codice fiscale dell’acquirente (due copie di ciascuno) - Il documento di identità del venditore - Il modulo TT2119, che serve per la richiesta di aggiornamento della carta di circolazione e che è reperibile gratuitamente presso gli sportelli telematici dell’automobilista (STA) presenti su tutto il territorio nazionale. Se si è in possesso del Certificato di Proprietà tutto è più semplice: si può procedere con l’atto di vendita, che può essere costituito da una dichiarazione unilaterale di vendita, completa di firma autenticata del venditore, redatta proprio sul retro del Certificato di Proprietà. Per fare ciò servono una marca da bollo da 14,62 euro e un documento di identità. La firma, per essere autenticata, deve essere apposta presso uno degli STA o negli uffici provinciali dell’Aci o alla Motorizzazione Civile. L’operazione allo STA comporta in automatico la richiesta di registrazione del passaggio di proprietà, quindi questa si rivela la soluzione più veloce per completare il passaggio di proprietà. In alternativa, l’atto di vendita in bollo può essere redatto in forma bilaterale, con firma autenticata sia del venditore, sia dell’acquirente, oppure si può optare per un atto pubblico, sempre in bollo. Se invece non si è in possesso del Certificato di Proprietà non ci si può recare allo STA, ma ci si può rivolgere solo all’ufficio provinciale ACI – pubblico registro automobilistico (PRA) per la registrazione del passaggio e alla Motorizzazione per l’aggiornamento della Carta di circolazione. In ogni caso, qualunque sia la procedura scelta, dalla data di autentica della firma del venditore sull’atto di vendita si hanno 60 giorni di tempo per registrare il passaggio di proprietà all’ufficio provinciale dell’ACI e richiedere l’aggiornamento della carta di circolazione alla Motorizzazione Civile. Ma quanto costa il passaggio di proprietà? Facciamo un esempio pratico, voglio acquistare una Fiat 500 29KW e risiedo a Roma. Oltre al costo della marca da bollo (14,62 euro), bisogna considerare: - Emolumento ACI pari a 20,92 euro - Imposta di bollo per la registrazione al PRA (29,24 euro se si usa il CdP oppure 43,86 euro se si utilizza un modello) - Diritti MCTC (Motorizzazione Civile) 9,00 euro. Sommando tutti i costi fissi arriviamo a 73,78 euro bisogna poi aggiungere l’Imposta Provinciale di Trascrizione (Ipt), che varia in base ai Kw/cavalli del veicolo e alla provincia di residenza dell’acquirente. Quando la potenza dei veicoli è inferiore ai 53 kiloWatt l’Ipt viene determinata in misura fissa, altrimenti si paga 3,5119 euro a KW. Nel nostro esempio dovremmo pagare 150,81 euro di Ipt, arrivando quindi ad un costo complessivo di 224,59 euro. Se avesimo utilizzato un’agenzia dovremmo aggiungere circa 150 euro di spese pratica. Se non si rispettano i termini di legge, in caso di controllo su strada si viene multati e si rischia il ritiro della carta di circolazione (art. 94 Codice della Strada) quindi ci auguriamo che le informazioni che vi abbiamo fornito vi aiutino ad avere le idee più chiare, a evitare errori e a risparmiare tempo.

URBANISTICA: DINIEGO CONCESSIONE EDILIZIA


Legittimità diniego concessione edilizia ad una distanza dal confine inferiore a ml. 5 Venerdì 14 Settembre 2012 05:20 | | |Visite totali: 235 Urbanistica - Giur.Amm. C. Stato Cons.Stato, Sez. IV n. 4555 del 10 agosto 2012 Urbanistica.Legittimità diniego concessione edilizia ad una distanza dal confine inferiore a ml. 5 E’ legittimo il diniego del rilascio di una concessione edilizia per costruzione di un fabbricato localizzato ad una distanza dal confine inferiore a ml. 5, ossia alla distanza minima prescritta dalla normativa urbanistica comunale, notoriamente inderogabile anche per accordo tra le parti (cfr., tra le tante Cass. Civ., Sez. II, 9 aprile 2010, n. 8465), non potendo operare in tale ipotesi la disciplina civilistica generale. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese).

URBANISTICA: INTERVENTI SU OPERA ABUSIVA


Venerdì 14 Settembre 2012 Urbanistica - Giurisp.Penale Cass. Cass. Sez. III n. 33544 del 31 agosto 2012 (Ud 19 giu. 2012) Pres. Mannino Est. Sarno Ric. Scatarzi Urbanistica. Intervento eseguito su opera abusiva L'intervento eseguito su un'opera abusiva non può comunque qualificarsi come di manutenzione o di ristrutturazione perché questi ultimi interventi, come si desume chiaramente dalle definizioni offerte dall'articolo 3 del d.p.r. 380/2001, presuppongono la preesistenza di un organismo edilizio non solo dal punto di vista meramente fattuale ma, ancor prima, da quello giuridico e correttamente si fa rilevare che siccome l'immobile totalmente abusivo, come il manufatto preesistente nel caso di specie, deve essere ritenuto giuridicamente inesistente e gli interventi di completamento del medesimo manufatto non possono mai considerarsi di manutenzione o di ristrutturazione, assumendo invece rilevanza autonoma ai fini dell'integrazione di un nuovo reato edilizio.