Nota 10/04/2008 MSE - Art. 8 DM 37/2008: da norme sicurezza nessun rischio distacco luce, acqua e gas; solo i nuovi edifici devono essere certificati per ottenere l’allaccio(15/04/2008)Ministero dello Sviluppo Economico - comunicato stampa del 10/04/2008 Casa: da norme sicurezza nessun rischio distacco luce, acqua e gas; solo i nuovi edifici devono essere certificati per ottenere l’allaccio (art. 8 DM 37/2008)
Nessun rischio di distacco di acqua, luce e gas per le vecchie utenze domestiche che non hanno il certificato di conformità degli impianti. A chiarirlo è il Ministero dello Sviluppo economico che in una nota esplicativa pubblicata su www.sviluppoeconomico.gov.it interviene per facilitare l’applicazione della disposizione che impone al fornitore di sospendere l’erogazione di luce acqua e gas se non viene consegnata copia della dichiarazione di conformità o di rispondenza degli impianti. In particolare, il Ministero anche per cancellare le possibili preoccupazioni degli utenti e dei fornitori su eventuali ostacoli al processo di liberalizzazione, chiarisce che:
1) i commi da 3 a 5 dell’art. 8 del Decreto Ministeriale n. 37/2008 (secondo i quali entro trenta giorni dall’allacciamento della fornitura di gas, luce e acqua deve essere consegnata al fornitore copia della dichiarazione di conformità o di rispondenza pena la sospensione del servizio) si riferiscono espressamente all’allacciamento di nuove forniture. Ne consegue che qualsiasi modifica del contratto di fornitura già avviato (cambio del gestore o delle condizioni di fornitura o subentro ad un precedente utente, anche a seguito di temporanea disattivazione) non determina l’obbligo di consegna della dichiarazione di conformità o di rispondenza. Il decreto, in sostanza, non ostacola la liberalizzazione del mercato elettrico, perché in caso di cambio del gestore non è previsto nessun nuovo adempimento.
2) per le utenze esistenti la dichiarazione di conformità o di rispondenza deve essere consegnata solo in caso di aumento della potenza impegnata se l’aumento consegue a interventi che impongono di per sé il rilascio della dichiarazione di conformità; oppure se l’aumento avviene nei rari casi in cui il decreto impone di redigere il progetto per i nuovi interventi: si tratta di impianti di notevole rilievo sotto il profilo della sicurezza, di regola non presenti nelle abitazioni, ma solo nei condomini o in esercizi produttivi o commerciali di un certo rilievo (ad esempio potenza dell’impianto elettrico superiore a 6 kw, ovvero superficie delle abitazioni superiore a 400 mq e degli immobili adibiti ad altri usi superiore a 200 mq). Anche in tali casi, comunque, l’obbligo scatta solo se l’impianto elettrico raggiunge almeno “la potenza di 6 kw”.
3) il fornitore professionale finale del servizio, che viene in contatto con l’utente, potrà e dovrà controllare i nuovi allacci, mentre per le variazioni faranno fede le dichiarazioni rese sotto la propria responsabilità dall’utente. In ogni caso, gli obblighi richiesti al fornitore si limitano all’acquisizione e conservazione della dichiarazione e alla gestione della procedura di temporaneo distacco fino al suo ottenimento.
4) la documentazione relativa agli impianti condominiali riguarda solo la parte comune dell’edificio e quindi degli impianti, mentre la documentazione relativa al singolo appartamento non comprende le parti comuni dell’edificio, e quindi nulla deve essere allegato al riguardo.
Roma, 10 aprile 2008
iscrizioni
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sabato 2 aprile 2011
LOCAZIONI:RIFIUTO DEL LOCATORE ALLA RESTITUZIONE NON CONFORME
E' legittimo il rifiuto del locatore di accettare la restituzione della cosa locata sino a quando il conduttore non l'abbia rimessa in pristino stato(02/07/2009)Cass.Civ., Sez. III, 2 aprile 2009 n. 7992
"Il conduttore ha l'obbligo di restituire la cosa nello stato in cui l'ha ricevuta.
E conclude che, risultando provata la circostanza delle modifiche apportate all'immobile e la mancata remissione in pristino dello stesso, le doglianze a suo tempo formulate sul punto erano senz'altro fondate, in quanto tale situazione di fatto, da un lato legittimava la mancata restituzione del deposito cauzionale; dall'altro doveva portare a ritenere priva di efficacia l'offerta di restituzione dell'immobile effettuata ex art. 1216 c.c., in quanto sarebbe stato cosi' restituito un immobile non rimesso in pristino stato.
La persistenza delle modifiche in discussione costituiva un danno risarcibile, se non altro per il fatto di avere costretto il proprietario a provvedere lui stesso alla rimessione in pristino, con le relative spese.
La tesi del ricorrente e' fondata e trova conferma nella giurisprudenza di questa Corte che considera legittimo il rifiuto del locatore, ai sensi degli art. 1176 e 1218 c.c., di accettare la restituzione della cosa locata sino a quando il conduttore non l'abbia rimessa in pristino stato, rendendosi altrimenti inadempiente all'obbligazione di cui all'art. 1590 c.c.."
"Il conduttore ha l'obbligo di restituire la cosa nello stato in cui l'ha ricevuta.
E conclude che, risultando provata la circostanza delle modifiche apportate all'immobile e la mancata remissione in pristino dello stesso, le doglianze a suo tempo formulate sul punto erano senz'altro fondate, in quanto tale situazione di fatto, da un lato legittimava la mancata restituzione del deposito cauzionale; dall'altro doveva portare a ritenere priva di efficacia l'offerta di restituzione dell'immobile effettuata ex art. 1216 c.c., in quanto sarebbe stato cosi' restituito un immobile non rimesso in pristino stato.
La persistenza delle modifiche in discussione costituiva un danno risarcibile, se non altro per il fatto di avere costretto il proprietario a provvedere lui stesso alla rimessione in pristino, con le relative spese.
La tesi del ricorrente e' fondata e trova conferma nella giurisprudenza di questa Corte che considera legittimo il rifiuto del locatore, ai sensi degli art. 1176 e 1218 c.c., di accettare la restituzione della cosa locata sino a quando il conduttore non l'abbia rimessa in pristino stato, rendendosi altrimenti inadempiente all'obbligazione di cui all'art. 1590 c.c.."
IMMOBILIARE: ACQUISTO IMMOBILE PIGNORATO
L'acquisto di un immobile pignorato dopo la trascrizione del pignoramento.(26/11/2010)Cass. civ., sez. III, 28 giugno 2010, n. 15400 Nel caso di acquisto di un immobile successivamente alla trascrizione sullo stesso del pignoramento - quindi con atto inopponibile ai creditori pignoranti ed intervenuti - l'acquirente non può intervenire neppure in via adesiva nell'espropriazione forzata, nè è legittimato a proporre opposizione agli atti esecutivi, ma è legittimato soltanto a proporre opposizione di terzo ex art. 619 c.p.c., allo scopo di far valere l'eventuale inesistenza o la nullità della trascrizione, per sottrarre il bene all'espropriazione, e, inoltre, può partecipare alla distribuzione del prezzo ricavato dalla vendita forzata, eventualmente residuato dopo che siano stati soddisfatti il creditore procedente ed i creditori intervenuti nell'espropriazione.
MUTUI: FALSA DICHIARAZIONE
False dichiarazioni finalizzate all'ottenimento della erogazione del mutuo, truffa (01/04/2011)Cass. pen., sez. V, 12 maggio 2010, n. 18081
Sussiste il reato di cui all’art. 316 ter c.p. qualora l’agente, a sostegno di una domanda finalizzata all'ottenimento della erogazione del mutuo rivolta ad un ente pubblico (nella specie, l’INPDAP) produca un’autocertificazione, corredata da false fatture, nella quale dimostri, contrariamente al vero, che la somma richiesta è destinata al pagamento di lavori di ristrutturazione dell’appartamento di proprietà.
Sussiste il reato di cui all’art. 316 ter c.p. qualora l’agente, a sostegno di una domanda finalizzata all'ottenimento della erogazione del mutuo rivolta ad un ente pubblico (nella specie, l’INPDAP) produca un’autocertificazione, corredata da false fatture, nella quale dimostri, contrariamente al vero, che la somma richiesta è destinata al pagamento di lavori di ristrutturazione dell’appartamento di proprietà.
venerdì 1 aprile 2011
VALLE MARTELLA I MISTERI DEL MERCATO SETTIMANALE
Valle Martella. I misteri dello spostamento del mercato settimanale.
Da oltre un mese è scoppiato il caos a Valle Martella. L’amministrazione dichiara conclusa la fase di sperimentazione del mercato domenicale a Valle Martella e da quel momento in poi il mercato è sparito. La popolazione è stata privata dell’unico momento di aggregazione in zona. Ma cosa è successo realmente? Quali sono i misteri che si nascondono dietro lo spostamento del mercato settimanale di Valle Martella? Partiamo dall’origine. Il primo atto ufficiale risale al 01 Luglio 2010 – Delibera di Giunta n. 79 – con la quale viene individuata un area idonea per lo spostamento del mercato in quanto durante la sperimentazione del mercato si è costatato un notevole incremento dei banchi. La stessa delibera recita che l’area prescelta è l’unica utilizzabile allo scopo (possibile?), per tanto si procede a definire il canone di locazione convenuto in € 7.800,00 annui, della durata di anni dieci rinnovabile per altri dieci, per un terreno di dimensione pari a 2.700 mq. Quanto costa ai cittadini? Abbiamo detto che il canone di locazione è di € 7.800,00 annui, per un periodo di anni dieci rinnovabile per altri dieci, vuol dire che il Comune in dieci anni pagherà € 78.000,00 di locazione e in venti anni addirittura € 156.000,00. Conti alla mano e tenendo conto della crisi economica e le casse vuote degli Enti Locali, non c’era un altro modo per spendere meno? Diciamo che un paio di possibilità c’erano. La prima era acquistarlo, il valore di mercato di un terreno agricolo a Valle Martella ammonta a circa € 30.000,00 (praticamente 25% dei soldi che spenderà il Comune con il canone di locazione a fine contratto). La seconda possibilità era ancora più conveniente, praticamente gratis, come? Grazie al piano di recupero urbanistico di Valle Martella che permette al Comune di acquistare un terreno tramite compensazione, vale a dire che il Comune può diventare proprietario di un terreno agricolo contraccambiando il proprietario con della cubatura. Insomma il caro vecchio baratto. Giusto precisare che per entrambe le ipotesi è necessario il consenso del proprietario e probabilmente in questo caso non c’era, ma non si poteva cercare un altro terreno?. A parere della maggioranza no. Affitto a parte, la matassa inizia ad ingarbugliarsi ad ottobre, quando l’Assessore D’Occhio convoca la commissione consigliare e la conferenza dei capogruppo per illustrare il nuovo regolamento del mercato di Valle Martella, redatto dall’Ing. Bove a seguito di incarico del Comune. In quell’occasione i consiglieri d’opposizione Colabucci e Vernini chiesero ed ottennero il ritiro del punto all’ordine del giorno per alcune anomalie legislative e per avere dei chiarimenti in merito. Da qui, tutti si aspettavano che il punto venisse ripresentato in consiglio comunale, invece, mentre l’opposizione attendeva, la maggioranza ha iniziato a calar il sipario sulla questione. Infatti il punto non solo non viene ripresentato in consiglio comunale ma il 25 Ottobre 2010 con determina dirigenziale n. 437 viene approvato il bando pubblico per l’assegnazione posteggi del mercato di Valle Martella. E qui una domanda sorge spontanea: dove è finito il nuovo regolamento del mercato proposto dalla maggioranza in consiglio comunale? Perché una volta ritirato il punto in consiglio comunale si sono percorse strade diverse senza informare l’opposizione ( con conferenza dei capogruppi se non si voleva approdare in consiglio) delle diverse decisioni? Il primo cittadino di Zagarolo – Giovanni Paniccia – dichiara che l’amministrazione non è tornata in consiglio in quanto hanno abbandonato il nuovo regolamento e ripreso il vecchio, ovvero quello del c.c. n. 15 del 27 Maggio 2004. Perché far redigere all’ing. Bove il nuovo regolamento del mercato (pagandolo coi soldi dei cittadini), portarlo in consiglio comunale e poi gettarlo dalla finestra? Da qui in poi è un escalation di contraddizioni. L’opposizione sembra non aver digerito l’esclusione del consiglio comunale dall’iter del mercato ed ha iniziato a dare battaglia. Perché l’amministrazione se l’è suonata e cantata per lo spostamento del mercato chiudendo le porte all’opposizione? Probabilmente perché la Legge Regionale prevede che il bando venga pubblicato entro il 30 Ottobre. Vien da se che se la maggioranza fosse tornata in consiglio per far approvare il nuovo regolamento non avrebbe mai fatto in tempo a presentare il bando entro la fine di Ottobre. Ma se fosse così perché non dirlo chiaramente? Perché far passare questa forzatura come la routine? Dall’iter messo in campo si passa ai lavori da eseguire sul terreno dove sorgerà, almeno si spera, il nuovo mercato di Valle Martella. Con l’ordinanza n. 26 del 21 Febbraio 2011 il Sindaco Giovanni Paniccia ordina alla ditta Preneste Appalti srl, di eseguire i lavori di pulizia, LIVELLAMENTO e sistemazione della pavimentazione del terreno ove sorgerà il mercato domenicale di Valle Martella. Il giorno successivo a tale ordinanza il consigliere comunale Giacomo Vernini viene a conoscenza che sul terreno ci sono dei lavori di movimento terra e presenta un esposto al Sindaco ed al comandante dei Vigili Urbani per avere chiarimenti in merito, in particolar modo se il terreno è gravato da vincoli archeologici e idrogeologici. Non si è fatta attendere la risposta del Comandante dei Vigili Urbani il quale tre giorni dopo risponde praticamente che l’ufficio competente designato dalla Giunta Comunale è quello dei Lavori Pubblici. Intanto il consigliere Vernini il 26/2/2011 chiede anche il certificato di destinazione urbanistica del terreno interessato e nello stesso giorno gli viene rilasciato certificando che il terreno dove dovrà spostarsi il mercato fa parte di un area sottoposta a fascia di rispetto inedificabile per vincolo archeologico, vincolo paesaggistico ai sensi del D.lgs 42/04 e del vincolo di protezione delle falde idriche. Ecco che la maggioranza ci mette la ciliegina sulla torta. Infatti durante il consiglio comunale di qualche settimana fa, l’Assessore ai Lavori Pubblici – Antonella Bonamoneta – sventola con fierezza un parere del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, invitando l’opposizione (riferendosi naturalmente a Vernini) di fare sonni tranquilli che tutti i lavori eseguiti erano in regola. Ed è qui che casca l’asino. Precisiamo che il terreno dove sorgerà il nuovo mercato è censito al catasto terreni al foglio 2, particella 674 e 675 e foglio 4 particella 19 e 20. Leggendo il parere del Ministero viene fuori che il Comune ha fatto la richiesta solo per le particelle 19 e 20. Perhcé? Si son scordate le altre due? Chissà, ma il bello deve ancora arrivare. Infatti il Ministero nel parere che fa dormire su sette cuscini la Bonamoneta VIETA qualsiasi tipo di scavi e/o spostamento terra sul terreno in oggetto. Cosa? Il Ministero da ragione a Vernini. E meno male che l’opposizione poteva fare sonni tranquilli. Ma cosa autorizza il Ministero? Semplicemente a mettere uno strato di materiale isolante sul battuto di fondo e sopra… manto rigido tipo bituminoso biancastro ecologico. Pensate che quando Vernini presentò l’esposto il Comune sotto la super-visione dell’Assessorato ai Lavori Pubblici stava mettendo l’asfalto sul terreno e non un materiale ecologico. E’ proprio vero, quando la politica ti dice di star tranquillo, inizia a preoccuparti!
NB. sono state presentate NEL PASSATO al sindaco da me ed altre persone, proposte di dove posizionare il mercato per es. la piazza G. Di Vittorio, il terreno che costeggia via Sassobello e via Prenestina Nuova fino al fontanile( zona da me consigliata, con possibilità di un mercato coperto , un grande parcheggio con servizi fissi, un mercato coperto e una piazza enorme per varie manifestazioni), il terreno in prima lott. tra il serbatoio dell'acqua e via Prenestina nuova etc etc. tutte respinte a quanto pare perchè ZONE GRATUITE.
Da oltre un mese è scoppiato il caos a Valle Martella. L’amministrazione dichiara conclusa la fase di sperimentazione del mercato domenicale a Valle Martella e da quel momento in poi il mercato è sparito. La popolazione è stata privata dell’unico momento di aggregazione in zona. Ma cosa è successo realmente? Quali sono i misteri che si nascondono dietro lo spostamento del mercato settimanale di Valle Martella? Partiamo dall’origine. Il primo atto ufficiale risale al 01 Luglio 2010 – Delibera di Giunta n. 79 – con la quale viene individuata un area idonea per lo spostamento del mercato in quanto durante la sperimentazione del mercato si è costatato un notevole incremento dei banchi. La stessa delibera recita che l’area prescelta è l’unica utilizzabile allo scopo (possibile?), per tanto si procede a definire il canone di locazione convenuto in € 7.800,00 annui, della durata di anni dieci rinnovabile per altri dieci, per un terreno di dimensione pari a 2.700 mq. Quanto costa ai cittadini? Abbiamo detto che il canone di locazione è di € 7.800,00 annui, per un periodo di anni dieci rinnovabile per altri dieci, vuol dire che il Comune in dieci anni pagherà € 78.000,00 di locazione e in venti anni addirittura € 156.000,00. Conti alla mano e tenendo conto della crisi economica e le casse vuote degli Enti Locali, non c’era un altro modo per spendere meno? Diciamo che un paio di possibilità c’erano. La prima era acquistarlo, il valore di mercato di un terreno agricolo a Valle Martella ammonta a circa € 30.000,00 (praticamente 25% dei soldi che spenderà il Comune con il canone di locazione a fine contratto). La seconda possibilità era ancora più conveniente, praticamente gratis, come? Grazie al piano di recupero urbanistico di Valle Martella che permette al Comune di acquistare un terreno tramite compensazione, vale a dire che il Comune può diventare proprietario di un terreno agricolo contraccambiando il proprietario con della cubatura. Insomma il caro vecchio baratto. Giusto precisare che per entrambe le ipotesi è necessario il consenso del proprietario e probabilmente in questo caso non c’era, ma non si poteva cercare un altro terreno?. A parere della maggioranza no. Affitto a parte, la matassa inizia ad ingarbugliarsi ad ottobre, quando l’Assessore D’Occhio convoca la commissione consigliare e la conferenza dei capogruppo per illustrare il nuovo regolamento del mercato di Valle Martella, redatto dall’Ing. Bove a seguito di incarico del Comune. In quell’occasione i consiglieri d’opposizione Colabucci e Vernini chiesero ed ottennero il ritiro del punto all’ordine del giorno per alcune anomalie legislative e per avere dei chiarimenti in merito. Da qui, tutti si aspettavano che il punto venisse ripresentato in consiglio comunale, invece, mentre l’opposizione attendeva, la maggioranza ha iniziato a calar il sipario sulla questione. Infatti il punto non solo non viene ripresentato in consiglio comunale ma il 25 Ottobre 2010 con determina dirigenziale n. 437 viene approvato il bando pubblico per l’assegnazione posteggi del mercato di Valle Martella. E qui una domanda sorge spontanea: dove è finito il nuovo regolamento del mercato proposto dalla maggioranza in consiglio comunale? Perché una volta ritirato il punto in consiglio comunale si sono percorse strade diverse senza informare l’opposizione ( con conferenza dei capogruppi se non si voleva approdare in consiglio) delle diverse decisioni? Il primo cittadino di Zagarolo – Giovanni Paniccia – dichiara che l’amministrazione non è tornata in consiglio in quanto hanno abbandonato il nuovo regolamento e ripreso il vecchio, ovvero quello del c.c. n. 15 del 27 Maggio 2004. Perché far redigere all’ing. Bove il nuovo regolamento del mercato (pagandolo coi soldi dei cittadini), portarlo in consiglio comunale e poi gettarlo dalla finestra? Da qui in poi è un escalation di contraddizioni. L’opposizione sembra non aver digerito l’esclusione del consiglio comunale dall’iter del mercato ed ha iniziato a dare battaglia. Perché l’amministrazione se l’è suonata e cantata per lo spostamento del mercato chiudendo le porte all’opposizione? Probabilmente perché la Legge Regionale prevede che il bando venga pubblicato entro il 30 Ottobre. Vien da se che se la maggioranza fosse tornata in consiglio per far approvare il nuovo regolamento non avrebbe mai fatto in tempo a presentare il bando entro la fine di Ottobre. Ma se fosse così perché non dirlo chiaramente? Perché far passare questa forzatura come la routine? Dall’iter messo in campo si passa ai lavori da eseguire sul terreno dove sorgerà, almeno si spera, il nuovo mercato di Valle Martella. Con l’ordinanza n. 26 del 21 Febbraio 2011 il Sindaco Giovanni Paniccia ordina alla ditta Preneste Appalti srl, di eseguire i lavori di pulizia, LIVELLAMENTO e sistemazione della pavimentazione del terreno ove sorgerà il mercato domenicale di Valle Martella. Il giorno successivo a tale ordinanza il consigliere comunale Giacomo Vernini viene a conoscenza che sul terreno ci sono dei lavori di movimento terra e presenta un esposto al Sindaco ed al comandante dei Vigili Urbani per avere chiarimenti in merito, in particolar modo se il terreno è gravato da vincoli archeologici e idrogeologici. Non si è fatta attendere la risposta del Comandante dei Vigili Urbani il quale tre giorni dopo risponde praticamente che l’ufficio competente designato dalla Giunta Comunale è quello dei Lavori Pubblici. Intanto il consigliere Vernini il 26/2/2011 chiede anche il certificato di destinazione urbanistica del terreno interessato e nello stesso giorno gli viene rilasciato certificando che il terreno dove dovrà spostarsi il mercato fa parte di un area sottoposta a fascia di rispetto inedificabile per vincolo archeologico, vincolo paesaggistico ai sensi del D.lgs 42/04 e del vincolo di protezione delle falde idriche. Ecco che la maggioranza ci mette la ciliegina sulla torta. Infatti durante il consiglio comunale di qualche settimana fa, l’Assessore ai Lavori Pubblici – Antonella Bonamoneta – sventola con fierezza un parere del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, invitando l’opposizione (riferendosi naturalmente a Vernini) di fare sonni tranquilli che tutti i lavori eseguiti erano in regola. Ed è qui che casca l’asino. Precisiamo che il terreno dove sorgerà il nuovo mercato è censito al catasto terreni al foglio 2, particella 674 e 675 e foglio 4 particella 19 e 20. Leggendo il parere del Ministero viene fuori che il Comune ha fatto la richiesta solo per le particelle 19 e 20. Perhcé? Si son scordate le altre due? Chissà, ma il bello deve ancora arrivare. Infatti il Ministero nel parere che fa dormire su sette cuscini la Bonamoneta VIETA qualsiasi tipo di scavi e/o spostamento terra sul terreno in oggetto. Cosa? Il Ministero da ragione a Vernini. E meno male che l’opposizione poteva fare sonni tranquilli. Ma cosa autorizza il Ministero? Semplicemente a mettere uno strato di materiale isolante sul battuto di fondo e sopra… manto rigido tipo bituminoso biancastro ecologico. Pensate che quando Vernini presentò l’esposto il Comune sotto la super-visione dell’Assessorato ai Lavori Pubblici stava mettendo l’asfalto sul terreno e non un materiale ecologico. E’ proprio vero, quando la politica ti dice di star tranquillo, inizia a preoccuparti!
NB. sono state presentate NEL PASSATO al sindaco da me ed altre persone, proposte di dove posizionare il mercato per es. la piazza G. Di Vittorio, il terreno che costeggia via Sassobello e via Prenestina Nuova fino al fontanile( zona da me consigliata, con possibilità di un mercato coperto , un grande parcheggio con servizi fissi, un mercato coperto e una piazza enorme per varie manifestazioni), il terreno in prima lott. tra il serbatoio dell'acqua e via Prenestina nuova etc etc. tutte respinte a quanto pare perchè ZONE GRATUITE.
sabato 19 marzo 2011
GUERRA IN LIBIA
Ore 17,45 e il primo caccia francese bombarda la Libia. Iniziano così i raid aerei contro Gheddafi. Aerei francesi hanno aperto il fuoco su un veicolo conferma il ministero della Difesa di Parigi. Colpito un veicolo militare dell’esercito libico, con l'operazione che si concentra in un’area di 150 chilometri intorno a Bengasi. E non appena dal maxi schermo che trasmette 24 ore al giorno al Jazeera è giunta notizia del primo attacco dell’aviazione francese è esplosa la festa in piazza Tahrir a Tobruk, città controllata dagli insorti. Caroselli di auto, clakson a raffica, cori e spari in aria: la città della costa orientale della Libia si sta abbandonando a manifestazioni di gioia incontrollata alla notizia del primo obiettivo colpito dagli aerei francesi. La gente era appena uscita dalla moschea nella quale aveva pregato per la salvezza della città e dell’altra città cirenaica Bengasi.
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giovedì 17 marzo 2011
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